Archivio di gennaio 2009

PostHeaderIcon Txteagle micropagamenti

Un nuovo servizio chiamato txteagle, permette agli utenti di svolgere semplici attività in cambio di piccole somme di denaro. Una nuova forma di telelavoro. Il servizio è pensato su misura per i paesi in via di sviluppo dove, nonostante non ci sia ricchezza, i cellulari non mancano.

Ogni utente ha un account e può ricevere dei piccoli compiti da svolgere: tradurre un testo, trascrivere un testo e così via. Successivamente l’utente invierà la risposta via sms al servizio. Successivamente verrà riconosciuto il pagamento tramite mPesa, un sistema di pagamento basato sulla telefonia mobile.

Il progetto ha un partner di eccezione: la Nokia. Nokia spera, tramite questo servizio, di incrementare la diffusione dei propri telefonini.

PostHeaderIcon Guadagnare leggendo un ebook

No, non si guadagna per leggere, ma si può imparare a guadagnare dopo averlo letto. Basta scegliere quello giusto. C’è chi ti propone ebook con segreti infallibili per guadagnare online a 147 euro, chi a 247, chi esagera e ti propone 347.

Nella cifra c’è sempre un 7: sembra che attiri di più a comprare! Questo lo sapevate? :-) Neanche un manuale cartaceo di 600 pagine (Photoshop, Autocad per fare un esempio) costa tanto. Io qualcuno l’ho letto e devo dire che non dicono più di quanto già non si possa dedurre. A volte si trovano degli spunti interessanti, ma spendere certe cifre per un file in pdf che ti servira a poco o niente…

Il costo ideale sarebbe 10-15-20, massimo 30 euro. Più che ideale accettabile. Con www.affari-web.it ne proponiamo uno a 16 euro. Si tratta l’argomento guadagnare online partendo dalle basi. Nel costo è compreso anche un pacchetto di software. Il manuale e per i neofiti, per chi vuole iniziare da zero. Se la cosa può interessarti visita la pagina Ebook Telelavoro.

PostHeaderIcon Guadagnare con i tatuaggi

Non è un guadagno che si genera online ma è sempre interessante. Il pay per wink: farsi tatuare a pagamento. In pratica si utilizzano sponsor umani disposti a farsi tatuare il logo di un’azienda. Questo metodo pubblicitario è allo studio di esperti del settore per vericarne l’effettiva validità.

Feelunique.com, è il sito dal quale è partita la ricerca degli sponsor umani. Il sito in questione chiede ai candidati di portare impresso sulle palpebre l’url del sito per un tot di tempo e in cambio paga 100 sterline. A dire il vero Apple aveva già utilizzato questa forma pubblicitaria: il suo logo venne tatuato sulla schiena di una bella ragazza.

Il pay per wink sta avendo un notevole successo: su eBay si mettono all’asta parti del corpo da tatuare. Forse, per un tatuaggio temporaneo, ne vale la pena ma se proponessero un tatuaggio di quelli “fissi” non basterebbe un milione di euro, almeno per me.

PostHeaderIcon Investimenti in calo

Da un’analisi condotta da TNS Media Intelligence emerge come, a causa della crisi finanziaria, gli investimenti pubblicitari negli Stati Uniti sarebbero crollati quasi come nel 2001. Il decremento annuo è pari a 5%.

Nel 2001, dopo l’11 settembre, gli investimenti pubblicitari scesero del 9,8%. Oggi la causa del declino è la recessione mondiale. Nonostante tutto non è andata così male: gli investimenti sarebbero stati ancora minori se non ci fossero stati eventi come le Olimpiadi e le Elezioni Presidenziali.

PostHeaderIcon Motori di ricerca educati

Ci mancava pure questa! In nome di Maometto il nome il motore lo manometto…O meglio lo modifico. E’ quello che hanno fatto alcuni netizen musulmani, creando un motore di ricerca che evita contenuti sconci che possano dar fastidio ai seguaci della suddetta religione.

Il motore di ricerca si basa sull’indice di Google ma esclude, appunto, contenuti che possano offendere i musulmani ed il loro credo. Il nuovo motore di ricerca si può trovare su http://www.muslumangoogle.com/ . Il mio massimo rispetto per la religione musulmana.

PostHeaderIcon Fare soldi con i sondaggi

Fare soldi compilando sondaggi d’opinione? Si, adesso anche in Italia è possibile! Per parecchi anni questa forma di guadagno è stata disponibile solamente negli Stati Uniti e adesso è arrivata anche in Italia. Si possono guadagnare delle cifre veramente interessanti, ricevere dei prodotti gratuitamente, partecipare all’estrazione annuale di cifre abbastanza alte.

Inoltre, partecipando a questi programmi di opinione, abbiamo la possibilità di influenzare il mercato mondiale con la nostra opinione e con le nostre personali esperienze. Per poterti iscrivere a delle società serie del settore ti suggerisco di visitare: Affari e Guadagno

PostHeaderIcon Lotta alla pirateria

Lo Stato è deciso a combattere la pirateria. Qualche giorno fa una commissione si è riunita nei palazzi romani per discutere il da farsi: leggi, iniziative e cosi via. L’attenzione sarà al 99% su internet e su ciò che il web veicola verso la pirateria.

Sarkozy è stato il primo, adesso tocca all’Italia. Ma in base alle esperienze passate ne uscirà qualcosa di buono? La repressione non porta nulla di buono e la condivisione di opere forse si! Non ci sono dubbi che l’argomento pirateria sia molto importante e sicuramente c’è molto da discutere e lavorare.

E’ sacrosanto che il patrimonio artistico di un popolo vada tutelato e protetto in modo costante e in maniera efficace. Però, forse, bisognerebbe seguire una strada alternativa al modello francese: non bisogna reprimere ma utilizzare modelli alternativi e, magari, tipologie di copyright diversi.

Tutto cambia, la tecnologia continua a fare passi da gigante e anche le leggi si dovrebbero adeguare.

PostHeaderIcon Le ricerche di Google inquinano?

Ogni ricerca effettuata con Google emette 7 grammi di Co2. Questa la notizia rilasciata dal Times e che in poco tempo ha fatto il giro del mondo. La ricerca su cui si basa la notizia è stata effettuata da Alex Wissner-Gross, un fisico dell’Università di Harvard.

Secondo il ricercatore, Google, per mantenere la sua efficienza brucia un’enorme quantità di energia. Riporto il testo originale della sua dichiarazione: “Google are very efficient but their primary concern is to make searches fast and that means they have a lot of extra capacity that burns energy.”.

Google risponde prontamente sul blog ufficiale: Google contesta i dati della ricerca e afferma che per ogni ricerca vengono emessi 0,2 grammi di Co2 e non 7:”In terms of greenhouse gases, one Google search is equivalent to about 0.2 grams of CO2″.In una nuova intervista rilasciata a Technewsworld, Alex Wissner-Gross, il fisico spiega che la sua ricerca non era basata su Google ma intendeva dimostrare come l’utilizzo di internet abbia un notevole costo energetico, circa 20 milligrammi di Co2 per ogni secondo di visita ad un sito internet.

Google ha ribadito sul blog ufficiale che i datacenter che utilizza per le ricerche sono tra i più efficienti del mondo e che intende migliorare sempre più questa efficienza, sempre con un occhio di riguardo per l’ambiente.

PostHeaderIcon WiFi gratis

Il WiFi gratis? In Italia sembra un sogno ma a Soveria Mannelli, paese vicino a Catanzaro, è una realtà. L’intero territorio comunale è coperto dal WiFi ed il tutto completamente gratis. Basta andare in comune e fare la richiesta di un account.

E’ il primo comune ad essere totalmente coperto dal WiFi in maniera gratuita. La cosa è entusiasmante: proviamo a pensare alla nostra città con un collegamento cosi: potremmo connetterci ad internet in ogni angolo della città, al mare, in campagna, alla stazione, sull’autobus, con cellulari e palmari.

Speriamo che l’esempio dato dalla città calabrese possa essere seguito da tante amministrazioni comunali, in special modo nel sud Italia dove il digital divide è molto più diffuso.

PostHeaderIcon Italia.it rinasce

Vi ricordate Italia.it? Il portalone italiano costato milioni di euro e poi miseramente defunto? Adesso il ministro Brunetta ed il Sottosegretario di Stato con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla hanno deciso di resuscitarlo.

Verranno investiti altri milioni di euro e verranno recuperati i migliori contenuti della prima versione. Si parla di una spesa di 10 milioni di euro! Speriamo che questi soldi, almeno stavolta, vengano spesi bene e che il nostro amato paese possa avere un sito veramente rappresentativo.