Un pò di tempo fa Tim O’Reilly esordisce e apre il Web 2.0 expo europeo con una provocazione: chiede al pubblico se avrebbero mai investito in Microsoft quando Bill Gates era un solo un ragazzino che sosteneva che presto ci sarebbe stato un pc in ogni casa.
O’Reilly risponde a quanti si chiedono se il web 2.0 non sia una nuova bolla economica pronta a far perdere milioni di investimenti. O’Reilly sostiene che sicuramente viviamo una situazione di crisi, sia dal punto di vista economico che ambientale, ma sicuramente, in questi casi, gli uomini sanno dare il meglio di se.
Quindi il suo suggerimento è quello di cogliere le potenzialità, le nuove energie che possono scaturire dalla crisi, contribuendo a migliorare la situazione e a creare nuovi servizi e business.
Giuseppe Arlotta
L’Italia, si sa da un pò, è a rischio recessione. Questa crisi non risparmia neanche il settore informatico e molte aziende sono in crisi. Lo testimoniano i molti licenziamenti in aziende affermate e sopratutto in aziende che hanno iniziato il loro cammino da pochi anni.
Hans Swildens di Industry Ventures ha dichiarato”non siamo ancora in una situazione di panico. Ma c’è una corsa alla sicurezza, e vediamo la prima ondata di singoli investitori che tentano di far uscire il proprio denaro dalle holding che gestiscono i fondi di investimento”.
Milioni di dollari/euro andati in fumo e paura di effettuare nuovi investimenti mandano in crisi il mercato. Dal lato dei consumatori c’è un forte calo degli acquisti e il gioco è fatto. La crisi finanziaria mondiale si riflette ovunque.
Giuseppe Arlotta
Roma - Sergey Brin non era atteso all’ultima edizione del Web 2.0 Summit a San Francisco. Il co-founder di Google si è invece presentato sul palco principale per un colloquio con John Battelle, spiegando di non aver rifiutato l’invito speditogli, ma semplicemente di non aver risposto. E Brin ha fatto subito parlare di sé, ancora una volta: Yahoo! avrebbe donato al search una serie di interessanti innovazioni, per cui sarebbe un vero peccato vedere i suoi motori di ricerca assorbiti da Microsoft Bing.
“Penso che sia un vero peccato - ha dichiarato Brin a Battelle - che Yahoo! pianifichi di abdicare nel regno del search, anche perchè stava creando cose molto interessanti”. Il riferimento è ovviamente all’accordo estivo tra BigM e il search engine in viola, che ha affidato a Redmond il compito di fornire lo strumento tecnologico - Bing - sotto le mentite spoglie di Yahoo!. L’azienda di Sunnyvale, tuttavia, aveva annunciato di voler rimanere un player attivo al livello di interfaccia utente, arrivando a competere con Bing stesso per quanto riguarda gli utenti.
Brin non ha poi voluto rilasciare commenti sulle attuali attività delle Antitrust statunitensi ed europee che stanno passando l’accordo sotto una specifica lente a difesa di un mercato regolarmente competitivo. L’imprenditore di origini russe ha ammesso di aver usato il motore di ricerca di Microsoft e di aver addirittura apprezzato alcune sue funzionalità. “Bing ci ha ricordato che quello del search è un mercato molto competitivo”, ha chiosato Brin.
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Guadagnare scrivendo articoli, guadagnare creando dei buoni contenuti. Molte persone hanno le potenzialità per creare dei buoni contenuti per la rete, ma non hanno le giuste competenze informatiche per sviluppare un progetto adatto ad intertet, un blog, per esempio.
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Creare, creare e creare. E’ questo il motto di Google. Simultaneamente sono stati lanciati: News Timeline e Similar Images e una nuova versione di Google Labs. L’obiettivo principale di Google è quello di coinvolgere sempre di più l’utente nella sperimentazione dei servizi/prodotti.
News Timeline serve alla visualizzazione cronologica delle notizie, Similar Images per la ricerca avanzata delle immagini e in Google Labs sono state apportati degli aggiornamenti. Similar Images è una versione potenziata del servizio Google Image Search.
In questo caso l’innovazione è pazzesca: tramite una tecnologia di image recognition il sistema elabora una foto e da il resto dei risultati in base ad essa.
I risultati di un sondaggio tra i wikipediani condotto alla fine del 2008 da Ruediger Glott e Philipp Schmidt dell’UNU-Merit, definiscono l’utente tipo di Wikipedia. L’Italia si classifica al nono posto per utenti e per contenuti in lingua italiana.
La maggiorparte degli utenti si limita a leggere i contenuti e solo un quarto di essi scrive dei contenuti. Solo il 10% in maniera costante. Gli obiettivi principali dei wikipediani sono due: condividere il proprio sapere e correggere degli errori esistenti in alcuni contenuti.
I ricavi pubblicitari online sono cresciuti del 10,6% durante il 2008. Lo afferma IAB (Interactive Advertising Bureau), dopo uno studio condotto in collaborazione con PricewaterhouseCoopers. I ricavi dell’advertising online sono arrivati a 23,4 miliardi di dollari nel 2008, contro i 21 miliardi di dollari del 2007.
Interessante questo dato: solo nel quarto trimestre i ricavi sono stati di 6,1 miliardi di dollari. Questo dato non fa che confermare come, nel culmine della crisi economica, l’attenzione per l’advertising online sia cresciuta in modo esponenziale. Gli investitori comprendono come un investimento online possa influenzare i consumatori in maniera più decisa rispetto ai media tradizionali.
Youtube continua ad instaurare partnership finalizzate all’offerta di contenuti premium. A quanto pare Youtube acquisirà i diritti per mettere online intere serie televisive e interi film. A questo punto è probabile l’introduzione del sistema pay per view.
I film, interi, saranno trasmessi grazie agli accordi con MGM e Sony, mentra le serie televisive saranno trasmesse grazie agli accordi siglati con Lionsgate, Starz, BBC e con altre reti iminori. E’ una rivoluzione che adesso è disponibile solo negli USA ma che presto, sicuramente, arriverà in Italia.
Alcuni utenti provano a svelare chi si nasconde dietro i cyber poliziotti che imperversano online. Si scatena un putiferio. Ecco l’articolo di Gaia Bottà.
Roma - Per controllare i controllori, per svelare le identità dei membri delle forze dell’ordine: un sito in cui si invitava a identificare gli agenti ritratti in foto e video. Avrebbe dovuto rappresentare “una nuova arma per la lotta della classe operaia e delle altre classi delle masse popolari contro la borghesia imperialista, il clero e le altre classi sfruttatrici e contro l’ordinamento sociale che esse ci impongono”. Ora è una pagina pubblicitaria.
Caccia allo sbirro, raggiungibile fino ai giorni scorsi presso cacciaallosbirro.byethost7.com/ si configurava come il punto di convergenza di tutte le informazioni relative alla forze dell’ordine italiane. Si presentava come un’”arma” a parere del (nuovo) PCI, una formazione di estrema sinistra con base in Francia, così come il server sul quale era ospitato il sito. Al pari di altre iniziative meno connotate politicamente, quali lo statunitense Rate My Cop, il sito …Continua sulla fonte originale
Una legge coreana, entrata in vigore da qualche settimana, impone ai siti con più di 100 mila visite al giorno di identificare gli utenti, nomi, maggiori dati identificativi, in modo da poter rintracciare gli utenti per eventuali denunce.
Seul vuole sconfiggere il cyberbullismo, la pirateria online, il diffondersi di notizie pericolose. Anche Youtube è stato invitato a cambiare alcune cosette: gli utenti si devono registrare con tutti i loro dati identificativi e quindi attenersi alla nuova legge.
Google si è opposta e adesso gli utenti coreani non possono più registrarsi e caricare video ma solo vedere i video e commentarli. Per la serie “W la libertà”.