L’anonimato delle forze dell’ordine
Alcuni utenti provano a svelare chi si nasconde dietro i cyber poliziotti che imperversano online. Si scatena un putiferio. Ecco l’articolo di Gaia Bottà.
Roma - Per controllare i controllori, per svelare le identità dei membri delle forze dell’ordine: un sito in cui si invitava a identificare gli agenti ritratti in foto e video. Avrebbe dovuto rappresentare “una nuova arma per la lotta della classe operaia e delle altre classi delle masse popolari contro la borghesia imperialista, il clero e le altre classi sfruttatrici e contro l’ordinamento sociale che esse ci impongono”. Ora è una pagina pubblicitaria.
Caccia allo sbirro, raggiungibile fino ai giorni scorsi presso cacciaallosbirro.byethost7.com/ si configurava come il punto di convergenza di tutte le informazioni relative alla forze dell’ordine italiane. Si presentava come un’”arma” a parere del (nuovo) PCI, una formazione di estrema sinistra con base in Francia, così come il server sul quale era ospitato il sito. Al pari di altre iniziative meno connotate politicamente, quali lo statunitense Rate My Cop, il sito …Continua sulla fonte originale
