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Fare business scrivendo articoli
Scrivere articoli per guadagnare online è uno dei principali metodi sviluppatesi negli ultimi tempi nel settore del business online. I requisiti fondamentali sono: un’ottima conoscenza della lingua italiana, capacità di sintesi e, necessariamente, una buona padronanza della tastiera.
Dopo aver scritto degli articoli su un determinato argomento i metodi per guadagnarci su non mancano di certo: l’utilizzo maggiore è la pubblicazione diretta sul proprio sito/blog e il successivo inserimento di Google Adsense o di altre tipologie pubblicitarie.
Un altro metodo è quello della vendita diretta ai siti/blog che trattano un argomento specifico. In questo caso basta mettere un annuncio su un sito per webmaster, oppure contattare direttamente i possibili acquirenti proponendo il materiale redatto. Oppure è possibile utilizzare gli articoli per fare marketing: si permette la loro pubblicazione su siti specifici con un link che riporta al sito che desideriamo promuovere.
Come abbiamo visto, scrivere è fondamentale per fare business online anche perchè, nonostante siamo già sull’orizzonte del web 3.0, gli utenti ricercano sempre tante informazioni.
I vantaggi di inviare i trackback
Il trackback è un utile mezzo che ci permette di far sapere ad un altro blogger che abbiamo linkato un suo articolo. Se invii un trackback al blog dell’autore dell’articolo i link del tuo blog comparirà tra i commenti a quell’articolo.
La cosa non sembra essere rilevante ai fini del pagerank e del posizionamento in generale ma è senza dubbio una forma di cortesia nei confronti dell’autore dell’articolo originale ed un modo per farsi conoscere. A questo scopo bisogna inserire un buon titolo per attirare l’attenzione dell’utente, visto che nel trackback viene riportato il titolo e un breve estratto dell’articolo.
Se il blog verso il quale inviamo un trackback è molto conosciuto, possiamo essere certi che ci porterà un bel pò di visite, almeno nel breve periodo. Quindi è consigliatissimo inviare i trackback, ad ogni costo
, anche se il cms che utilizziamo non l’ho permette. In questo caso, infatti possiamo utilizzare degli utili servizi online e rimuovere le limitazioni tecniche. Per vedere qualche esempio clicca qui
Il buon esempio per guadagnare online
Non è sicuramente questo blog. Il “buon esempio”, intendo. Anzi, finora è stato un esempio delle cose da non fare per far si che un blog abbia successo. Non è stato un esperimento voluto ma puramente casuale e dettato dal poco tempo a disposizione (i siti sono tanti
).
Sono partito bene dedicandomi esclusivamente ad argomenti relativi a metodi alternativi per guadagnare online, metodi che vanno al di la del PPC e similari. Poi ho iniziato ad inserire news del campo dell’informatica (qualcuna presa da fonti Creative Commons).
Risultato: fin quando ho aggiornato il sito con contenuti pertinenti e originali al 100% le visite sono salite fino a 50 al giorno (dopo un mese dalla messa online), dopo il disastro. I visitatori sono diminuiti e le pagine indicizzare pure.
La fretta di aggiornare, la voglia di guadagnare ha fatto si che un progetto partito bene adesso, dopo 2 mesi, sia punto e a capo. A questo punto cosa fare? Due le alternative: chiudere il blog e utilizzare gli articoli originali su un altro sito ben avviato e indicizzato o ricominciare a scrivere materiale originale e di qualità.
Tu cosa faresti al mio posto? Dedicheresti ancora del tempo ad un progetto del genere? Io vorrei fare un’altro tentativo.
Blog e direttore responsabile?
Un interessante articolo sull’annosa questione dei blog paragonabili ai giornali stampati.
Roma – La recente sentenza di Cassazione sulla non equiparabilità dei blog alla stampa offre lo spunto per una riflessione. Analizzando il quadro normativo si nota che l’art. 1 della l. 62/2001 prevede: “Per prodotto editoriale, ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici”. Sotto tale profilo, dunque, il sito o blog ben potrebbe essere inteso come prodotto editoriale.
Il successivo comma 3 dello stesso articolo prevede poi che: “Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’ articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948″. La seconda parte della disposizione è abbastanza chiara nell’imporre la registrazione in tribunale ove sussistano congiuntamente i due presupposti…Continua sulla fonte originale
