Articoli marcati con tag ‘crisi’
Guadagnare con i mondi virtuali
Habbo Hotel, uno degli spazi virtuali più famosi tra i giovanissimi ha dichiarato entrate per milioni di dollari nel 2008. La maggiorparte degli introiti provengono dalla vendita di piccoli gadget, venduti a pochi centesimi l’uno.
Da un comunicato si evince che sono stati fatturati circa 50 milioni di euro. “Una parte importante delle nostre entrate viene da micro-transazioni di importo limitato. E tipicamente, questo tipo di servizi di comunicazione/ divertimento sopravvive bene nei periodi di crisi economica”, ha detto il responsabile delle vendite.
Più di undici milioni di visitatori al mese e circa 300 dipendenti: Habbo ha vinto la sua sfida, vendere quello che non esiste ma che piace.
Crisi per i cellulari
Nell’ultimo quadrimestre del 2008 è stata registrata una netta flessione delle vendite di cellulari, un calo di vendite del 6%. I dati sono confermati dagli analisti che confermano la flessione e la diminuzione di interesse degli utenti verso i cellulari durante il periodo di crisi.
Questo nonostante tutte le offerte effettuate dai vari gestori e dell’arrivo sul mercato di perle tecnologiche. Secondo gli esperti il 2009 non andrà meglio e la ripresa ci sarà solo nel 2010.
Mercato computer in crisi
E chi lo doveva dire? Il mercato dei computer è in crisi. Dal 2001, questo è il peggior periodo per la vendita di pc. Secondo le stime di Gartner.com, nel 209 verranno venduti circa 257 milioni di pc in tutto il mondo, con un calo dell’11,9%.
L’ancora di salvezza per le aziende del settore sono i portatili. Il mercato dei notebook è stabile mentre continua a crescere il mercato dei netbook: per i notebook si prevede una vendita di 159 milioni di pezzi e per i netbook si prevede una vendita di 20 milioni di pezzi.
Informazione online a pagamento per il New York Times
Un paio di anni fa il New York Times aveva proposto la versione online gratis per tutti. I ricavi sarebbero arrivati dalla pubblicità. Adesso, dopo quasi due anni, i dirigenti pensano di far pagare di nuovo i contenuti online.
Lo ha detto lo stesso direttore del giornale Bill Keller , durante una sessione di chat con i lettori del suo giornale. Le soluzioni potrebbero essere diverse: far pagare un tot al mese per l’accesso a tutti i contenuti, far pagare pochi centesimi per ogni singolo contenuto.
I contenuti del NYT erano stati offerti gratuitamente per poter massimizzare il numero di visite al sito stesso, in modo da attirare maggior inserzionisti possibili. Ma adesso, con la crisi, le cose sono cambiate: gli investimenti pubblicitari sono diminuiti e le entrate pure.
Crisi della carta stampata
Gli esperti lo dicono da un pò: la crisi dei giornali tradizionali, cartacei, è sempre più profonda. Il 2009 con gli effetti della crisi economica potrebbe essere l’anno cruciale. Le scelte devono farsi adesso: cambiare, rinnovarsi, vendersi o cedere.
Ha iniziato il New York Times vendendo una porzione della propria prima pagina (fino ad allora intoccabile) e realizzando una nuova versione web del quotidiano. Negli States sono già centinaia i quotidiani che hanno abbandonato la carta per il web.
