Articoli marcati con tag ‘siti’

PostHeaderIcon Guadagnare scrivendo? Dipende!

Da qualche anno i servizi che propongono di scrivere degli articoli e di venire remunerati per questo (tramite la cessione degli articoli) sono diversi, i cosidetti “paid to write“. Propongono remunerazioni che possono arrivare fino a 4 euro per articolo. Vista così la cosa sembra veramente interessante e una persona che ha le capacità potrebbe tirare su delle belle sommette.

Approfondendo il tema la questione è completamente diversa. Mi sono iscritto ad uno di questi servizi e ho provato a scrivere alcuni articoli. Innanzitutto non è detto che li accettino e se li accettano decidono loro quanto pagarti un articolo. Un articolo ben scritto (credo, visto che l’hanno accettato) di media lunghezza mi è stato pagato 0,30 centesimi di euro!

Facendo due calcoli veloci, penso che con lo stesso articolo avrei guadagnato almeno 0,50 euro al giorno inserendolo su uno dei miei siti. Io ho preso 0,30 centesimi e loro adesso lo sfrutteranno guadagnandoci almeno 0,20 centesimi al giorno. Tirando le somme, credo che sia meglio scrivere per i propri siti.

PostHeaderIcon Chiusura dei siti pro-anoressia

Vi invito a leggere un interessante articolo che riguarda la crescente diffusione dei siti a favore dell’anoressia. L’articolo è stato scritto da Gaia Bottà.

Roma – “Riuscire ad oscurare i 300mila siti che ci sono in Italia”, siti nei quali si indugi nella rappresentazione di corpi filiformi, pagine nelle quali si celebri la denutrizione sistematica. È questo uno degli obiettivi di una proposta di legge presentata alla Camera da Beatrice Lorenzin, Manlio Contento e Enrico Costa (PDL).

La proposta (1965), depositata il 28 novembre 2008, reca il titolo “Introduzione dell’articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato d’istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia”. I relatori si propongono di contenere la diffusione di malattie e disturbi dell’alimentazione agendo su coloro che si facciano latori di incoraggiamenti a intrattenere con il cibo rapporti patologici. Incuneando nel codice penale l’articolo 580-bis, si vorrebbe prevedere una pena fino ad un anno di carcere per “chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l’altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata idonee a procurare l’anoressia e la bulimia o ne agevola l’esecuzione”. Fino a due anni di carcere sono invece previsti per coloro che si rivolgano a minori di 14 anni o a individui ritenuti privi delle capacità di intendere e di volere. Continua sulla Fonte originale